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Quero e la sua "bottega" partitica |
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giovedì 29 luglio 2010 |
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Al sig. Sindaco della Città di Mottola Quero Giovanni Epc al Presidente del Consiglio Castellaneta Giovanni Ai sigg. capigruppo Consiglio Comunale A tutti gli organi di stampa Oggetto: comunicazioni urgenti Egregio Signor Sindaco, mi duole sottolineare attraverso questa missiva l’atteggiamento ostruzionistico Suo e della sua maggioranza rispetto ad una piena ed integrata partecipazione delle opposizioni ai lavori dell’amministrazione in relazione anche a tematiche importanti e vitali per la vita della nostra collettività. E’ inutile ricordarLa che rispetto a questi temi Ella ha più volte chiesto attraverso gli organi di stampa una collaborazione a tutti i gruppi politici a prescindere dalle appartenenze. Da parte nostra attraverso fatti ed atti concreti abbiamo data ampia prova della nostra assoluta coerenza rispetto a quanto detto mettendo, ad esempio, a disposizione dell’intero Consiglio Comunale e poi fatto proprio dallo stesso il documento sul futuro dell’ospedale di Mottola; un documento che privilegiava l’interesse della comunità a scapito di una visione manichea della politica. A distanza di poche ore da questo importante atto che doveva disegnare un nuovo “modus operandi” nei rapporti tra maggioranza ed opposizione nel solco di una collaborazione di carattere istituzionale siamo costretti a registrare almeno due episodi che segnano un netto arretramento rispetto a queste tematiche. Nel concreto dobbiamo registrare un gravissimo atto di scortesia istituzionale ovvero il mancato coinvolgimento dei gruppi consiliari rispetto alla visita presso l’Ospedale di Mottola della Commissione Parlamentare presieduta dall’on. Leoluca Orlando, venendo anche meno al dispositivo approvato all’unanimità il 20 luglio che impegna l’intero consiglio comunale e non già il solo Sindaco e/o alcuni gruppi consiliari o singoli assessori. Inoltre, relativamente alla convocazione del Consiglio Comunale del 30 luglio dobbiamo registrare un atteggiamento di arrogante chiusura rispetto alle legittime richieste della minoranza. Infatti il presidente del Consiglio Comunale, sia pur avvisato tempestivamente di un mio leggerissimo ritardo legato ad impegni istituzionali provinciali e pur avendomi rassicurato che avrebbe leggermente spostato l’inizio dei lavori della conferenza dei capigruppo alle 13.15 (ora del mio arrivo con 15 minuti di ritardo) ha chiuso il verbale della conferenza e di fronte alle mie rimostranze si è udito nelle sale del Comune: “Noi siamo la maggioranza e decidiamo cosa fare e come farlo”. Inoltre ed è l’aspetto più grave la nostra richiesta di svolgere il Consiglio Comunale di sera ed all’aperto per consentire una più ampia partecipazione popolare non è stato nemmeno preso in considerazione per le stesse considerazioni arroganti di cui sopra. Fatto questo che conferma il nostro “legittimo sospetto” che Ella ha utilizzato strumentalmente e per fini di bieca propaganda politica il Consiglio Comunale del 20 luglio; a meno che ritenga che i cittadini di Mottola non abbiamo il diritto di partecipare ad un Consiglio Comunale in cui si parla di bilancio in un momento in cui noi riteniamo appeso ad un esile filo la situazione economica/finanziaria del nostro comune. In ultima analisi Ella deve chiarire se sul Palazzo Municipale in questo momento volano le aquile o le colombe; tradotto in soldoni, noi dell’opposizione vogliamo capire se la linea politica sua e della maggioranza è improntata al dialogo istituzionale e ciò deve valere per tutte le tematiche presenti sul tavolo del dibattito politico e non solo per alcuni argomenti che si ritiene utili alla propria “bottega” partitica oppure allo scontro perenne con le opposizione in una logica puramente numerica e muscolare in cui a vincere non è il ragionamento politico ma la forza dei numeri. Noi vogliamo confermare il nostro atteggiamento di collaborazione in uno dei momenti più bui della storia del nostro paese ed in cui le responsabilità ci sembrano abbastanza chiare; tuttavia Ella ha il dovere di chiarire prima di tutto a se stesso e poi all’intera cittadinanza se nell’ultimo scampolo di consigliatura saranno predominanti i falchi o le colombe. In attesa di una Sua risposta, la saluto.
Franco Gentile Consigliere comunale
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Franco Gentile promotore del progetto "patti sociali di genere" |
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mercoledì 28 luglio 2010 |
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COMUNICATO
L’ASSESSORE PROVINCIALE ALLE POLITICHE SOCIALI FRANCO GENTILE SI FA PROMOTORE DI UN PROGETTO PER IL FINANZIAMENTO DI PATTI SOCIALI DI GENERE NEL TERRITORIO DELLA PROVINCIA DI TARANTO 
Qualcosa si muove: grazie all’impegno dell’Assessore provinciale alle politiche Sociali Franco GENTILE la provincia di Taranto potrà probabilmente usufruire di fondi per l’attuazione sul suo territorio di un patto sociale di genere. Dopo la costituzione del Tavolo provinciale permanente delle politiche di Genere ci si è messi subito al lavoro per rispondere all’Avviso pubblico che la Regione Puglia ha approvato con atto dirigenziale del servizio politiche di benessere sociale e pari opportunità n.816 del 23/12/2009 ed ha pubblicato sul Burp n.18 del 28/01/2010 successivamente modificato con atto dirigenziale del servizio politiche di benessere sociale e pari opportunità n. 282 del 19/04/2010 pubblicato sul Burp n. 77 del 29.04.2010. Il progetto “CON.C.I.L.I.A. (CONcertare, Coattuare, Incentivate Le Iniziative di Azioni positive in provincia di TARANTO)” nasce dall’esigenza espressa dal Tavolo permanente Provinciale delle Politiche di Genere (del quale fanno parte l’Assessorato provinciale alle Politiche Sociali, la consigliera di Parità Regionale, la consigliera di Parità Provinciale, la CGIL, la CSL, la IUL, la CONFSAL, la CASARTIGIANITA, la Legacoop, la CONFCOOPERATIVE Taranto, il CSV Taranto, e la ASL Taranto), di attuare sul territorio della provincia di Taranto interventi che favoriscano la conciliazione tra vita professionale e vita privata e promuovano una equa distribuzione del lavoro di cura tra i sessi. Pertanto lo stesso è stato presentato a valere Dopo una serie di incontri del Tavolo provinciale permanente delle Politiche di Genere che si sono tenuti in data: Ø 13 aprile 2010; Ø 23 aprile 2010; Ø 3 maggio 2010; Ø 13 maggio 2010; Ø 20 maggio 2010 e che dimostrano l’intensa attività concertativa che si è svolta sul territorio si sono stabilite in via definitiva le attività progettuali, i partner, i ruoli e le azioni da intraprendere. Oltre all’elaborato progettuale è stato predisposto un protocollo d’intesa tra il soggetto capofila ed i partner dove vengono stabiliti i tempi, i ruoli e le azioni previste nel progetto: la Provincia di Taranto Assessorato alle Politiche Sociali in qualità di capofila svolge un ruolo di coordinamento rispetto ai partner che sono la CGIL, la CSL, la IUL, la CONFSAL, la CASARTIGIANITA, la Legacoopsociali, la CONFCOOPERATIVE Taranto, il CSV Taranto, e la ASL Taranto). Il Progetto si concretizza nelle seguenti azioni:
- Analisi e studio sulla situazione dei dipendenti della provincia di Taranto che verterà oltre che su una analisi desk per una lettura di genere della composizione del personale anche su sulla conoscenza delle politiche e degli strumenti di pari opportunità, sulla loro adozione e sul solo funzionamento. Saranno anche utilizzati focus group di completamento all’analisi
- Azione sperimentale da attuate nell’ente Provincia di Taranto attraverso l’attuazione di una "Banca della conciliazione, flessibilità positiva e sostenibilità'' che, adottando il modello della banca delle ore come buona prassi trasferibile, costituisce una sorta di catalogo di iniziative, offerte, scambi, che viene messo a disposizione dei/delle dipendenti dell'ente e che dovrebbe consentire di migliorare, rendere più "amichevole'' il contesto di lavoro soprattutto per le donne.
Nel catalogo a cui attingere per le sperimentazioni potranno esserci indicazioni per scelte individuali (part-time) o di gruppo (job-sharing) con l'obiettivo di creare condizioni che soddisfino contemporaneamente esigenze individuali e dell'ente.;
- Seminari di approfondimento e percorsi formativi proposti in diversi contesti a cura dei 9 partner;
- Promozione e diffusione dei risultati a cura della Provincia di Taranto.
Si rimane in attesa degli esiti dell’istruttoria regionale per il finanziamento definitivo del progetto CON.C.I.L.I.A. |
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CONVOCATO IL CONSIGLIO COMUNALE |
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mercoledì 28 luglio 2010 |
CONSIGLIO COMUNALE DI VENERDI 30 LUGLIO 2010 ORE 09:00
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Il Sindaco Quero minaccia di chiudere il centro diurno |
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mercoledì 21 luglio 2010 |
Di seguito il comunicato stampa del gruppo RifondazioneMottola in merito alla paventata chiusura del centro diurno di Mottola:
Comunicato stampa
La gestione amministrativa del comune di Mottola ormai con tutta evidenza fa acqua da tutte le parti tale da sembrare un barcone alla deriva in attesa che affondi definitivamente. Infatti dopo aver di fatto liquidato all’inizio di giugno per mancanza di fondi (a conferma della straordinaria capacità di programmazione di questa giunta), senza colpo ferire e senza il minimo imbarazzo, la società di servizi “Mottola servizi srl” ed aver messo per strada oltre venti persone, venti padri di famiglie privandoli del pur minimo reddito che la società riusciva a garantire oggi minaccia di chiudere il centro diurno con i relativi contraccolpi sia per l’utenza che per i lavoratori impegnati. Tuttavia come gli capita sempre in questi ingloriosi otto anni di attività di Sindaco, il sig. Quero evita accuratamente di assumersi le proprie evidenti responsabilità politiche/amministrative e cerca di scaricare tutto sulla regione cercando di buttarla in politica e così di alimentare la confusione e rendere difficile l’individuazione delle sue evidenti responsabilità. La verità è che i conti del comune di Mottola, al netto e senza considerare l’impatto della manovra Tremonti, sono ormai allo sfascio totale e siamo convinti che nei prossimi mesi sarà davvero problematico assicurare livelli di servizi decenti. A conferma di questa nostra considerazione basti citare che il Fondo di Riserva che deve essere utilizzato per le emergenze è stato ormai quasi azzerato a metà dell’anno ed i fondi sono stati utilizzati per attività che definire di rutine è eufemistico. In ultima analisi noi esprimiamo la nostra piena solidarietà sia agli utenti ed alle loro famiglie che agli operatori e diamo la nostra piena ed incondizionata disponibilità a lavorare per la soluzione positiva del problema all’interno di una cornice di rispetto della verità e di responsabilità dei ruoli ed inoltre confermiamo ancora più convinti la nostra richiesta di dimissioni del sindaco e della sua giunta ed il ritorno immediato alle urne onde evitare che questa brigata di inconcludenti degni del peggior Brancaleone continui imperterrita a fare danni alla nostra collettività.
Franco Gentile (consigliere comunale) Andrea Fasanelli (consigliere comunale) |
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Questione ospedale: RifondazioneMottola incontra i cittadini |
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domenica 18 luglio 2010 |
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Lunedì 19 luglio alle 19:00, Rifondazione Mottola indice presso la propria sezione di Piazza XX Settembre una riunione allargata a tutta la cittadinanza per discutere della questione ospedale. |
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martedì 13 luglio 2010 |
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Quero: un demagogo da quattro soldi che non è credibile
Sulla vicenda della presunta chiusura dell`ospedale di Mottola stiamo assistendo alla stanca replica di un film già visto, con uno dei peggiori sindaci che la collina abbia mai espresso impegnato a svolgere il ruolo di contestatore, minacciando addirittura di iniziare uno sciopero della fame di pannelliana memoria, forse utile “alla prova costume” e non certo alla soluzione del problema; uno stratagemma per coprire la sua vergognosa gestione amministrativa che ha già portato il nostro paese al collasso economico/sociale e culturale e che rischia di portarlo al dissesto finanziario entro la fine dell`anno, non potendo quest’anno contare su nessuna anticipazione di cassa. La nostra posizione su questa vicenda è molto chiara e semplice: non accetteremo nessun ridimensionamento senza la certezza e sottolineo certezza dell’avvio presso l’ospedale di Mottola della riabilitazione d’eccellenza. Senza questa garanzia noi scenderemo sul piede di guerra perché al contrario del demagogo Quero su questa vicenda non abbiamo mai fatto e non faremo mai sconti a nessuno a cominciare dal nostro amico Nichi Vendola. Inutile sottolineare che nel corso di questi mesi abbiamo sempre ripetuto che l’interesse per il territorio viene prima di qualsiasi, sia pur legittima, affinità politica/elettorale e che tale difesa passava dalla rappresentanza in seno al Consiglio Regionale, circostanza questa fortemente avversata dal nostro Demagogo ed anche da alcuni settori “illuminati” del mondo progressista locale. Ho già avuto modo di scrivere questo breve ma significativo concetto al compagno presidente della regione Nichi Vendola, ricordandogli anche l’impegno di una concertazione dal basso su questi delicatissimi temi. A chi si chiedeva se abbiamo deciso di ammainare le bandiere la nostra risposta è molto semplice: la nostra unica bandiera ovvero l’interesse della comunità rappresentata è sempre sventolante ed al vento e promettiamo in caso di risposte insufficienti di riservare a Vendola lo stesso trattamento che riservammo all`allora presidente Fitto quando venne ad inaugurare, con evidente faccia tosta, quello che definimmo a ragione un cronicario. Tutti ricordano il codazzo dietro l`attuale ministro alla “distruzione del Sud” Raffaele Fitto in cui spiccava la faccia paciosa e gioiosa del Demagogo incapace in quell’occasione di esprimere una pur minima critica verso quello che a tutti sembrò un evidente ridimensionamento se non addirittura anticamera di chiusura del nostro Ospedale. Per puro dovere di cronaca ricordiamo che nel piano Fitto non vi era nessuna traccia di riabilitazione e che Mottola diventava un Ospedale di lungodegenza, leggasi cronicario, con il mantenimento di qualche repartuccio sempre utile nelle campagne elettorali. In ultima analisi, la mobilitazione della collettività in caso di risposte negative ci sembra un gesto di evidente igiene politica ma tale mobilitazione non potrà in alcun modo essere capeggiata dal Sindaco per le evidenti ragioni che sopra ho avuto modo di sottolineare in quanto trattasi di un politico che per la sua storia di supina accondiscendenza verso il disastroso piano Fitto non presenta le necessarie credenziali di credibilità. Le forze politiche, sociali e culturali del paese insieme alla società civile hanno un evidente compito di incontrarsi e di formare un comitato cittadino di difesa del diritto costituzionalmente garantito alla salute; in questo senso potremo utilizzare la felicissima formula già utilizzata nella formazione del comitato cittadino di difesa dell`acqua pubblica. Per quanto riguarda il Consiglio Comunale monotematico ci sembra una inutile liturgia che non porterà nessun risultato concreto come dimostra la storia di vent’anni di Consigli monotematici sul tema: un’autentica allegoria di chiacchiere che sfociano quasi sempre nel classico “volemose bene”. Franco Gentile consigliere comunale Mottola, 13/07/10 |
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Il sito RifondazioneMottola aderisce allo sciopero |
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venerdì 09 luglio 2010 |
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RifondazioneMottola in segno di protesta contro il disegno di legge sulle intercettazioni che pone intollerabili limiti al diritto di cronaca e alla libera circolazione delle notizie aderisce allo sciopero generale dell’informazione proclamato per oggi, venerdì 9 luglio 2010.
RifondazioneMottola ha ritenuto opportuno partecipare alla manifestazione di dissenso per rendere il più possibile «fragorosa» e «partecipata» la «giornata del silenzio» indetta dalla Fnsi visto che è nostro principale interesse difendere anche la libertà di espressione e opinione dei blogger e da ogni ipotesi che, oggi come domani, possa imporre assimiliazioni all’editoria tradizionale.
Gli aggiornamenti riprenderanno nei prossimi giorni |
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DOPO L'ESPOSTO, GENTILE CONFERMA I SUOI DUBBI |
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mercoledì 07 luglio 2010 |
Dalla Gazzetta del Mezzogiorno di Martedì 6 Luglio 2010:
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venerdì 02 luglio 2010 |
Di seguito il comunicato stampa relativo alla vicenda del presunto esposto nei confronti del consigliere comunale di Mottola, Franco Gentile, presso la Procura di Taranto ad opera dell'avv. Maria Catucci.
Comunicato stampa Ho appreso dagli organi di stampa di essere destinatario di un esposto presso la procura di Taranto. Non avendo ricevuto al momento nessuna notizia ufficiale in merito è del tutto evidente che mi sono ignoti i motivi di tale esposto pur avendo ben chiara la vicenda cui afferisce. Con la presente dichiaro la mia assoluta ed incondizionata fiducia nell’operato della magistratura; nel frattempo ho già dato mandato al mio legale avv. Fausto Soggia, del foro di Taranto, ad agire per capire le motivazioni del suddetto esposto e soprattutto per tutelare i miei diritti di cittadino della repubblica e di rappresentate eletto in seno all’assise consiliare. Altresì, spero di essere chiamato dai magistrati jonici perché in quella sede potremo chiarire alcuni aspetti di questa vicenda che meritano di essere approfonditi a partire dal diritto/dovere, costituzionalmente garantito, di un consigliere comunale di minoranza di poter svolgere serenamente il proprio compito di controllo dell’azione politica/amministrativa della maggioranza e di eventuale denuncia pubblica di atti che si ritengono non opportuni o addirittura illegittimi. In quella sede confermerò che le mie valutazioni erano di carattere politico/amministrative e tese a confutare l’operato dell’amministrazione comunale e che non inerivano la sfera professionale di alcuno come si può facilmente evincere dal testo pubblicato sul nostro sito internet. Tuttavia l’occasione sarà anche utile per ricostruire integralmente tutto l’iter della vicenda che voglio ricordare vede la sua genesi nella delibera Giunta nr. 25 del 29/01/2009 di incarico professionale avente per oggetto un’“ azione giudiziaria nei confronti dello Iacp di Taranto e della Regione Puglia per il recupero di somme dovute a titolo di corrispettivo per le aree 167…” con un impegno di spesa di euro 1.000 (giusta determina nr. 104/D del febbraio 2009) e che si chiude con parere legale reso in data 23/07/2009 e liquidato dal comune con euro 20.248,78 in data 04 maggio 2010, giusta determinazione dirigenziale nr. 326. Nella memoria che sto preparando vi sono alcuni quesiti che meritano un approfondimento ed alcune risposte: Era necessario rivolgersi ad un professionista esterno per un parere giuridico visto che all’epoca dei fatti la struttura burocratica del comune di Mottola risultava dotata di un ufficio contenzioso e di un segretario comunale che a norma della 267 del 2000 ha anche funzione di consulenza giuridica e riceve uno stipendio notevole in linea con le difficoltà e le responsabilità del ruolo? In un periodo di grave crisi economica/finanziaria, in cui molte famiglie hanno difficoltà a conciliare il pranzo con la cena o in cui il comune licenzia senza colpo ferire i lavoratori della “Mottola servizi” che già prendono uno stipendio da fame, è legittimo chiedersi se sia opportuno spendere 20.000 euro per un parere, considerando che anche all’interno dell’amministrazione operano valenti esperti del diritto, a cominciare dal primo cittadino che non perde mai occasione per ricordarci la sua professione, che potevano per l’occasione studiare il caso e far risparmiare all’Ente civico un bel po’ di soldini? Era proprio necessario ricorrere ad un parere giuridico per affidare questo incarico alla Soget, in considerazione del fatto che la stessa società opera da diversi anni sul nostro comune e gestisce altri servizi come la riscossione della Tarsu e che dunque si presuma abbia rapporti continui con l’Ente? A proposito, potrà essere utile ripercorrere le tappe che hanno portato alla proroga del servizio alla sopraccitata società ad un aggio di riscossione del 5,5% senza effettuare una gara pubblica e soprattutto non considerando altre offerte di altre società molto più vantaggiose (vedi Equitalia che offriva di fare lo stesso servizio ad un aggio di riscossione dell’1%). Sarà anche il caso di chiarire e di fare luce una volta per tutte sulle presunte assunzioni fatte dalla stessa società di servizi e se queste assunzioni hanno riguardato il parentado di qualche amministratore comunale? In ultima analisi, come mai l’esposto colpisce solamente il sottoscritto visto che sulla vicenda altri soggetti si sono pronunciati a cominciare dal locale PD che sulla vicenda ha meritoriamente tenuto affisso, per diversi giorni, fuori dalla sua sede un manifesto che denunciava lo sperpero di denaro pubblico relativamente a questo episodio? Mi sembra del tutto evidente che dietro questo esposto vi è una volontà politica di colpire Franco Gentile e magari di metterlo a tacere una volta per tutte. Se questo è il disegno voglio dire a chiare lettere e senza infigimenti che ci vuole ben altro per tacitare Franco Gentile e che questa vicenda al contrario mi dà maggiore forza e slancio a continuare a svolgere in modo puntuale e trasparente il mio compito di opposizione così come deciso dagli elettori il 28 maggio del lontano 2007. Per chiudere come tutti ho tanti difetti ma mi riconosco un pregio, l’onestà intellettuale e l’assoluta mancanza di interessi diretti nello svolgimento della mia azione politica come dimostrano tutti questi anni di intensa attività pubblica, in una parola non sono RICATTABILE. P.S.: Per assoluto dovere di cronaca, al momento il comune non ha incassato un solo centesimo dallo Iacp di Taranto e che i 200.000 euro incassati dal Comune afferiscono ad una anticipazione di cassa fatta dalla Soget sulla previsione d’incasso del credito di oltre 800.000 euro.
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Enrico Berlinguer - Per non dimenticare 11 Giugno 1984 |
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venerdì 11 giugno 2010 |
« Compagni, proseguite il vostro lavoro casa per casa, strada per strada » (Dall’ultimo comizio di Enrico Berlinguer a Padova il 7 Giugno 1984)
“Noi siamo convinti che il mondo, anche questo terribile, intricato mondo di oggi può essere conosciuto, interpretato, trasformato, e messo al servizio dell'uomo, del suo benessere, della sua felicità. La lotta per questo obiettivo è una prova che può riempire degnamente una vita”. Così parlò Enrico Berlinguer, uno dei più grandi e al tempo stesso rimpianti uomini politici italiani. Era il 7 giugno di 24 anni fa quando il sessantaduenne segretario del Pci salì sul palco di Piazza dei Frutti di Padova per un comizio in vista delle elezioni europee.
Un discorso duro, in polemica con il governo di allora. Il leader comunista attacca i “meschini calcoli di parte”, la “ragioneria partitica”. Ma lo prende il primo affanno. Si ferma, ricomincia : “La verità è che...”. Non ce la fa più. “I partiti se ne infischiano...”. Berlinguer lotta contro l' ictus. "Enrico, Enrico” gridano dalla piazza. “A questo stato di cose diciamo basta...”. La voce gli esce stonata, fatica a leggere gli appunti. Lo prende un attacco di vomito, chiede un bicchiere d' acqua. Impallidisce, si porta il fazzoletto alla bocca. Adesso tutti capiscono. “Non vedete che sta male” urlano.
Ma lui vuole andare avanti. Berlinguer sente che le forze gli mancano, la vista gli si appanna. Salta le ultime otto cartelle del discorso. “Proseguite il vostro lavoro, andate casa per casa, strada per strada...” riesce a mormorare e si accascia. I compagni lo sorreggono, lo fanno scendere dal palco. Berlinguer è uno straccio. Vomita. Lo portano all' albergo, poi di corsa all' ospedale. Sono le undici della sera. Berlinguer è in coma. Nella notte lo operano, ma non c'è niente da fare. La mattina dopo arriva Pertini, che si china sul suo letto di morte e lo bacia sulla fronte fasciata. “E' un uomo giusto” piange il vecchio presidente.
Per quattro giorni migliaia di persone vegliano in silenzio nel vecchio cortile dell’ospedale Giustinianeo. Ma Berlinguer non riprenderà più conoscenza. Lunedì 11 giugno il sovrintendente sanitario Francesco Valerio comunica: “L' onorevole Enrico Berlinguer è mancato alle 12.45”. “Compagni, la dura notizia è giunta” annuncia Achille Occhetto alla folla radunata davanti a Botteghe Oscure. Il corteo con la bara di Enrico Berlinguer sfila da Padova a Venezia tra due ali di folla lunghe trenta chilometri. Pertini lo porta via con sé. Sull' aereo diretto a Roma dirà: “Lo porto via come un amico fraterno, come un figlio, come un compagno di lotta” dice con gli occhi lucidi il Presidente della Repubblica.
Un amico fraterno, un figlio, un compagno di lotta. Questo, oltre che una guida, era Enrico Berlinguer per milioni di italiani. Un politico sopraffino, un uomo corretto e mai banale, che ha lasciato dietro di sé un eredità politico-culturale che ancora oggi rappresenta una risorsa preziosa per la democrazia italiana nel suo complesso, e non solo per la parte che egli ha così esemplarmente rappresentato. Di lui ci resta un programma sociale, politico, economico, etico e morale, scritto e, in maggior parte non scritto, ancora basilare per il futuro democratico e di progresso per il nostro Paese.
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CONVOCATO IL CONSIGLIO COMUNALE |
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giovedì 10 giugno 2010 |
CONSIGLIO COMUNALE DI VENERDI 11 GIUGNO 2010 ORE 09:00
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LICENZIATI GLI OPERATORI DELLA MOTTOLA SERVIZI Srl |
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mercoledì 09 giugno 2010 |
L'amministrazione di centrodestra ed il suo sindaco stanno attivamente contribuendo ad acuire gli effetti nefasti della crisi aumentando, per la parte di loro competenza, la platea dei disoccupati sempre più numerosi nella nostra città.
Comunicato Stampa
Solo pochi giorni fa i giornali ed i telegiornali locali titolavano che l'amministrazione di centro destra di Mottola dava il suo contributo per alleviare le conseguenze economiche della crisi sul nostro territorio, spacciando per novità assolute notizie che il primo cittadino ricicla da ormai diverso tempo. Insomma nulla di nuovo sotto il cielo della collina mottolese. Credendosi un abile comunicatore e sperando nella memoria corta dei mottolesi il sindaco Quero ha fatto squillare le trombe per annunciare la più classica delle "ministre riscaldate". Infatti crediamo che sui finanziamenti di area vasta per la zona industriale, oramai ridotta ad una campo di patate come da noi più volte denunciato e dove il comune non ha mai investito un euro del proprio bilancio comunale nonostante i lauti incassi derivanti dagli oneri pagati dagli imprenditori costretti ad operare in condizioni a dir poco difficile, lo stesso abbia già fatto altre conferenze stampa. Capiamo che dopo otto anni di nulla assoluto bisogna pur dire qualcosa perchè sul fare qualcosa probabilmente dovremmo attendere ancora diverso tempo come la cronaca amministrativa degli ultimi anni ci insegna, però chiediamo al sindaco ed alla sua maggioranza di avere maggior rispetto dell'intelligenza, più volte violentata dagli stessi, dei nostri concittadini. In ultima analisi ci permettiamo di dare un consiglio spassionato al sindaco, alla giunta ed alla sua maggioranza; chiediamo che le prossime perfomance mediatiche abbiamo per oggetto non un annuncio ad effetto ma l'apertura reale di un cantiere, visto che troppe volte gli annunci non hanno avuto un seguito in fatti concreti. Per quanto riguarda la crisi, i suoi riflessi sul territorio e l'attività amministrativa di Quero & C. non ci resta che fare un amara considerazione alla luce dei licenziamenti degli operatori della società Mottola Servizi srl interamente a capitale comunale avvenuta in data odierna. L'amministrazione di centrodestra ed il suo sindaco stanno attivamente contribuendo ad acuire gli effetti nefasti della crisi aumentando, per la parte di loro competenza, la platea dei disoccupati sempre più numerosi nella nostra città. Se pensiamo che solo un mese fa in sede di approvazione del bilancio avevamo ricevuto ampie rassicurazione circa la sorte della sopraccitata società e dei suoi lavoratori si capisce bene anche il livello della mistificazione amministrativa da parte di questo governo comunale, al quale non ci stancheremo mai di chiedere di anticipare le valigie nel totale interesse della città e dei suoi cittadini. Inoltre gli amministratori dovrebbero avere anche il garbo di spiegare come si spendono 20.000 euro per un parere legale di sole tre pagine e poi non vi sono risorse per mantenere in piedi una società che in questi anni ha assicurato l'ordinaria manutenzione della nostra città Andrea Fasanelli (consigliere comunale gruppo RifondazioneMottola) Franco Gentile (consigliere comunale gruppo RifondazioneMottola)
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CARO SINDACO, NON CAMBI MAI ! ! !
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6.750,00 euro a pagina.... E IO PAGO ! ! ! |
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sabato 05 giugno 2010 |
Il Comune di Mottola con deliberazione della G.C. n. 25 del 29.1.2009 ha conferito l’incarico all’avv. Maria CATUCCI di Mottola di intraprendere, nei confronti dell’I.A.C.P (Istituto Autonomo Case Popolari), e della Regione Puglia, azione giudiziaria innanzi al Tribunale di Taranto per il recupero somme dovute a titolo di corrispettivo per le aree utilizzate per la realizzazione di n°75 alloggi nel predetto Piano di Zona 167.
Il 21 Luglio 2009 l’avv. Maria CATUCCI fa pervenire al comune di Mottola il proprio parere ( 3 pagine) nel quale precisa che è opportuno e proficuo che l’amministrazione di Mottola affidi alla Società del Servizio di riscossione dei Tributi locali, l’incarico di recuperare gli oneri di urbanizzazione dovuti dall’I.A.C.P. al Comune; per questa “attività professionale svolta nell’interesse del comune di Mottola” (un parere di tre paginette), l’avv. Maria CATUCCI chiede al Comune 20.248,78 €
Il comune di Mottola con l’atto di liquidazione n.326/D del 4 Maggio 2010 dispone di liquidare in favore dell’avv. CATUCCI la somma di 20.248,78 € solo per aver fornito al comune un suo parere in merito alla vicenda I.A.C.P. ….
.... una relazione di tre paginette da 6.750,00 € ciascuna. E IO PAGO !
Di seguito la fattura 73 dell’atto di liquidazione n.326/D del 4 Maggio 2010:

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Voto di scambio, oggi comincia il processo |
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venerdì 04 giugno 2010 |
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Dalla Gazzetta del Mezzogiorno di Giovedì 3 Giugno 2010:

IL CASO - A GIUDIZIO IL SINDACO GIOVANNI QUERO, L’ASSESSORE GIUSEPPE CARUCCI E UN CITTADINO Voto di scambio a Mottola oggi scatta il processo
Voto di scambio alle elezioni comunali di Mottola del maggio 2007? È previsto per oggi l’inizio - dinanzi al giudice monocratico Geneantonio Chiarelli - l’inizio del procedimento a carico del sindaco di Mottola Giovanni Quero, dell’assessore Giuseppe Carucci e del 50enne Pietro Acquaro, privato cittadino. A citare a giudizio i tre è stato il sostituto procuratore Salvatore Cosentino.
Quero e Carucci sono imputati per voto di scambio «perché, in occasione delle elezioni amministrative comunali, in concorso tra di loro e già rispettivamente sindaco e assessore in carica, per ottenere a loro vantaggio dei voti elettorali promettevano ad Acquaro un posto di lavoro. In cambio chiedevano a quest’ultimo di dare il loro suo voto, nonché di adoperarsi presso i cittadini di Mottola affinché facessero altrettanto». Di concorso nello stesso reato risponde anche il cittadino, «per aver accettato le promesse».
Il primo cittadino di Mottola già in passato ha respinto con decisione le accuse ed anche le polemiche politiche inevitabilmente legate alla vicenda.
«Gli atti sono assolutamente trasparenti e a disposizione di tutti. E’ vero - ha avuto modo di spiegare Quero - che, in più occasioni, come Amministrazione, abbiamo tentato di aiutare, attraverso i servizi sociali, gente che aveva bisogno di essere, in qualche modo, alleviata da uno stato disagevole e penso, per esempio, ad un progetto presentato nell’ambito dei piani di zona dai nostri servizi sociali, che ha visto qualche ex detenuto, che aveva i requisiti di legge, per trovare regolare lavoro presso aziende private; ma lo abbiamo fatto sempre con assoluta trasparenza, finché la legge ci ha consentito di farlo e non solo, come afferma erroneamente o vorrebbe far credere qualcuno, alla vigilia delle tornate elettorali. Affermare che si è cercato di sostenere queste persone disagiate, ex detenuti o ex tossicodipendenti, solo a ridosso delle elezioni, è assolutamente falso, anche perché non è la prima volta che la polizia giudiziaria fa visita al Comune. E’ risultato sempre tutto trasparente e fatto alla luce di quanto previsto dalla legge. Se abbiamo aiutato qualcuno, lo abbiamo fatto sempre, senza concentrare gli interventi di sostegno in determinati periodi di amministrazione, come, invece, lui vorrebbe far credere. Abbiamo agito - ha rivendicato il sindaco di Mottola - sempre secondo la legge». La parola ora passa al tribunale.
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Negata autorizzazione al nostro comizio |
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venerdì 14 maggio 2010 |
Il sindaco Quero nega un comizio in piazza a RifondazioneMottola
Con un papello di una pagina intera infarcito di squisiglie giuridiche in pieno stile azzeccagarbugli (aspetto tipico del querismo) e soprattutto smentendo una prassi decennale di rapporti tra forze politiche ed istituzione comunale viene impedito alla nostra forza politica (RifondazioneMottola) di poter svolgere un comizio domenica 16 maggio in piazza XX settembre. Capiamo che ormai si vuole tentare di ridurre gli spazi di democrazia e soprattutto si vuole impedire che la gente sappia i veri motivi di questa crisi amministrativa o che mentre da un lato si dice che non ci sono soldi per interventi nelle scuole dall'altro vengono sperperati oltre 20 mila euro per un parere legale di tre "paginette" o poco più. Sappia la moribonda amministrazione comunale che ci vuole ben altro per tappare la nostra bocca e che noi svolgeremo sempre con il massimo impegno il nostro ruolo di opposizione che l'elettorato ci ha consegnato tre anni fa.
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