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Guestbook

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G 8    15 novembre 2008 21:51
ANCHE SE VOI VI CREDETE ASSOLTI...
di Italo di Sabato, responsabile naz. Osservatorio sulla Repressione del Prc/Se
Dopo che la politica ha legittimato i vertici della polizia, responsabili delle mattanze a Genova nel luglio 2001, con le promozioni degli imputati e il rifiuto della commissione d’inchiesta, il tribunale di Genova, con la sentenza emessa nella tarda serata di giovedì 13 novembre, li ha assolti anche dalle responsabilità penali ed ha legittimato l’immunità delle forze dell’ordine da qualsiasi reato. Il tribunale di Genova ha sentenziato che chi spacca una vetrina è stato punito con dieci anni di carcere (nel processo a 25 manifestanti, concluso in primo grado nel dicembre scorso), mentre i maltrattamenti e le torture sui detenuti a Balzaneto, la mattanza alla Diaz non hanno responsabili e mandanti .

Se la sentenza di luglio, relativa alle violenze e torture compiute dalle forze dell’ordine nei confronti di centinaia di giovani inermi all’interno della caserma di Bolzaneto, era sembrata un vero e proprio colpo di spugna, la sentenza riguardante la sanguinosa irruzione delle forze dell’ordine all’interno della scuola Diaz riesce a fare perfino di peggio assumendo il carattere di una vera e propria amnistia.

Nonostante nel corso del processo siano state dimostrate in maniera incontrovertibile le responsabilità degli agenti, sia per quanto riguarda le violenze gratuite nei confronti dei giovani che dormivano all’interno della scuola Diaz, sia in merito alla falsificazione delle prove consistenti in bombe molotov, picconi e spranghe portati sul posto dagli stessi poliziotti al fine di giustificare con l’inganno il proprio operato, la sentenza emessa dal Tribunale di Genova è di quelle da lasciare basito chiunque sia stato in grado di percepire la gravità degli accadimenti.

Mi piacerebbe sentir dire, da quei politici che un giorno sì e l’altro pure, disquisiscono di giustizia avendo in testa soltanto le immunità castali da una parte e la lotta alla microdelinquenza dall’altra, cosa pensano di questa vergognosa sentenza. Ma la politica, non da oggi, su Genova tace, e anche quando ha parlato non ha mai capito, e quando ha capito ha voluto archiviare, il valore paradigmatico che quei due scempi della Diaz e di Bolzaneto avevano e hanno per le sorti del nostro stato di diritto. Forza bruta contro legalità. Eccezione contro regola. Sospensione dei diritti fondamentali in uno spazio affrancato da ogni garanzia e ogni convenzione.

A Genova non fu questione di un po’ d’eccesso nella repressione di un movimento. A Genova fu sospeso lo stato di diritto, anzi, fu sperimentato che sospendere lo stato di diritto è possibile, senza che il potere politico sia chiamato a risponderne e senza che ne paghi alcuna conseguenza. Immunità per tutte le alte cariche dello Stato, conquistata sul campo molto prima che in parlamento.

Alla luce di questa sentenza che ha “graziato” i responsabili dei gravissimi fatti di sangue (ancora più gravi in quanto compiuti da coloro che dovrebbero far rispettare la legge) accaduti durante il G8 di Genova del 2001, non mi stupisce più di tanto constatare come il poliziotto Spaccarotella, responsabile dell’assassinio di Gabriele Sandri, avvenuto un anno fa all’interno del parcheggio di un autogrill, nonostante l’imputazione di omicidio non sia stato sospeso dal servizio e neppure abbia subito alcun procedimento disciplinare. Non resta che prendere coscienza del fatto che le forze dell’ordine, anche quando sbagliano, rispetto alla legge continuano a rimanere “più uguali” rispetti a tutti gli altri.

“Disoccupate le strade dai sogni ed arruolatevi nella polizia” cosi cantava Claudio Lolli dopo le giornate del marzo bolognese del 1977. E’ questo quello che ci vuole dire la sentenza di Genova. Ma si sbagliano se pensano di aver calpestato la nostra testardaggine per la verità e la giustizia. Le tragiche giornate del luglio 2001 rimarranno impresse dentro di noi. Lo schifo per questo potere ancora di più.

W Ferrero    15 novembre 2008 21:48
Ieri lo sciopero generale dell'Università. Oggi lo sciopero generale del commercio. Sempre oggi Rifondazione Comunista torna nelle piazze italiane contro il carovita. Non è la prima volta in questo autunno; la vera novità è che non siamo più soli. L'11 ottobre siamo partiti con un atto volontaristico; ci siamo trovati in tanti; poi abbiamo organizzato la presenza in piazza il 25 ottobre contro il carovita; l'iniziativa di oggi apre la strada di un mese di mobilitazione davanti ai posti di lavoro, fino allo sciopero generale del 12 dicembre. La campagna contro il carovita deve infatti coinvolgere la nostra gente nella loro duplice figura di consumatori impoveriti e di lavoratori sfruttati.

Abbiamo costruito questa campagna con poche proposte chiare, partendo dallo slogan degli studenti: noi la crisi non la paghiamo! Abbiamo chiesto aumenti dei salari e delle pensioni. Abbiamo chiesto la riduzione degli affitti e dei mutui sulla prima casa. Abbiamo proposto una politica economica in cui non un euro finisca nelle tasche dei banchieri ma invece la spesa pubblica serva a modificare radicalmente la produzione, con una sua riconversione ambientale e sociale. Rispetto e valorizzazione dell'ambiente e miglioramento delle prestazioni sociali a partire dalla generalizzazione degli ammortizzatori sociali e dalla definizione di un salario sociale per tutti coloro che in questa crisi vedono restringersi lo spazio per il lavoro, precari, lavoratori in nero o disoccupati che siano.

Abbiamo quindi avanzato rivendicazioni e proposte ma abbiamo anche messo in campo una pratica sociale, di azione diretta: abbiamo distribuito tonnellate di pane ad un euro al chilo in centinaia di banchetti. Si tratta di una pratica sociale nuova per il nostro partito, che contrasta radicalmente il politicismo e per questo non tutti hanno capito. Abbiamo in questo modo spiegato in forma concreta che cosa vuol dire costruire una politica a partire dal basso, dalla condivisione dei problemi della gente; abbiamo avuto modo di discutere con la nostra gente non a partire dal dire ma dal fare. Oggi ai banchetti si distribuirà materiale con le nostre proposte, si distribuirà il pane, si raccoglieranno le firme per il referendum contro il lodo Alfano, perché la giustizia sociale si intreccia con la democrazia.

Da oggi parte una campagna di massa sui luoghi di lavoro che durerà fino allo sciopero generale del 12 dicembre. La crisi dell'economia reale sta cominciando a produrre i suoi effetti deleteri: già oggi ci sono decine di migliaia di licenziati. Dobbiamo muoverci subito per costruire un movimento di risposta a questa crisi che contrasti a fondo la logica dei sacrifici. Dalla crisi non si esce con i sacrifici ma con la redistribuzione del reddito dall'alto verso il basso. Per questo chiediamo aumenti salariali, la generalizzazione degli ammortizzatori sociali, il salario sociale per i disoccupati. Dobbiamo costruire, in relazione con la Cgil e il sindacalismo di base, un sano conflitto di classe che renda impossibile la guerra tra i poveri. Al conflitto orizzontale dobbiamo sostituire un conflitto verticale: del basso contro l'alto.

Dobbiamo altresì lavorare per l'intreccio, l'unificazione tra il movimento degli studenti e il movimento dei lavoratori. Da questo incontro tra la lotta contro la mercificazione del sapere e la lotta contro lo sfruttamento del lavoro può nascere un vero movimento di massa; quella opposizione di sinistra a cui stiamo lavorando sin dal Congresso di Luglio. Perché una cosa sta diventando sempre più chiara in questi giorni: la vera opposizione, contro governo e Confindustria, in questo paese la si sta costruendo nelle piazze. La vera opposizione è extraparlamentare. Finalmente siamo in buona compagnia.


15 Novembre 2008

Enzo    15 novembre 2008 21:45
Basta!!!
Avete rotto con questa Palagianello!
Capisco che ci sono problemi nel vostro paesino ma non interessa nessuno il vostro squallido dibattito.

COMPAGNO SDS    15 novembre 2008 14:39
UE' BIAGIO IMPARA A SCRIVERE E CERCA DI NNESSERE OFFENSIVO , POTREI DENUNCIARTI DIFFAMATORE E FALSO COMUNISTA

Biagio    14 novembre 2008 14:59
Dimenticavo di ricordare al compagno vero di firmarsi ,tanto sappiamo tutti chi è.
Viva Palagianello


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